giovedì 9 aprile 2015

Shiver di Maggie Stiefvater

Per anni ho visto e rivisto la copertina di questo libro che mi attirava e mi spingeva a leggerlo. Per anni, per un motivo o l'altro, non ho avuto la possibilità di leggere questo piccolo ma prezioso volume. Fino allo scorso Dicembre. In un grigio pomeriggio invernale, mentre bazzico su Ibs.it , incappo per la medesima volta nel libro della Stiefvater. La tentazione è forte, le recensioni che ho letto in precedenza sono tutte positive e... che faccio? Lo prendo?

Lo prendo. Mi arriva puntualissimo a casa e inizio a leggere con curiosità.
Piccola avvertenza: non cominciate a leggerlo la sera altrimenti correte il rischio di non andare più a dormire. Perchè la scrittura di Maggie Stiefvater è così, ti cattura come se fossi un grande e grosso pesce incastrato nella rete nodosa di un pescatore dei Mari del Nord.


Avrei potuto gridare, ma non lo feci. Avrei potuto reagire, ma non lo feci. Ero lì distesa e li lasciavo fare, guardando il cielo bianco dell'inverno diventare grigio.
Un lupo spinse il naso nella mia mano e contro la mia guancia, coprendomi il viso con la sua ombra. I suoi occhi gialli guardavano diritto nei miei, mentre gli altri lupi mi strattonavano da ogni parte.
Rimasi a fissare quegli occhi il più a lungo possibile. Gialli. E a guardargli meglio, con pagliuzze brillanti di tutte le gradazioni dell'oro e del nocciola. Non volevo che distogliesse lo sguardo, e non lo fece.
Non c'era sole; non c'era luce. Stavo morendo. Non riuscivo a ricordare com'era fatto il cielo.
Ma non morii. Ero persa in un mare di ghiaccio, e poi rinacqui in un mondo caldo.
Ricordo questo: i suoi occhi gialli.
Credevo non li avrei più rivisti.


La trama a prima vista potrebbe sembrare banale, macinata e rimacinata. E invece no, in Shiver non mancano alcuni elementi nuovi e inaspettati. La narrazione si apre con l'attacco di Grace, la nostra protagonista femminile, da parte di un gruppo di lupi di Boundary Wood, il bosco situato ai margini di Marcy Falls, la cittadina dove i personaggi vivono. Grace sopravvive all'attacco dei lupi perchè uno di essi decide di salvarla. I lupi di Marcy Falls però non sono dei lupi qualunque, bensì lupi mannari. L'elemento magico e nuovo che la Stievafater introduce nella storia dei fantasy visti e rivisti è questo: i lupi mannari non si trasformano per effetto della luna piena ma con il calo delle temperature, quindi nella stagione invernale. D'estate sono degli esseri umani normali, ma poi, con lo scendere delle temperature e con l'arrivo dell'autunno e dell'inverno si trasformano uno ad uno.

Il lupo che salva Grace dalle grinfie dei suoi simili si chiama Sam ed è un suo coetaneo. Sam è un ragazzo sensibile, intelligente, tenero, ancora acerbo e nel pieno dello sviluppo adolescenziale. Grace invece è un ragazza indipendente, forte, tenace. Due caratteri a prima vista opposti ma che finiranno col completarsi nel tempo.

Dopo l'attacco dei lupi Grace inizierà a tenere d'occhio Sam nella forma lupo, perchè lei non conosce il segreto del branco. E Sam, dal canto suo, anche se lupo, veglierà su di lei per anni e anni, stando alla debita distanza tipica degli animali selvaggi.

Fino a quando in città cominciano a sparire persone e la colpa viene dato al brano che vive nei boschi. Comincia così la caccia ai lupi, e Grace, allarmata e in panico si metterà lei stessa in pericolo per proteggere il suo amato lupo.


Mi sono innamorata di questa storia fin dalla prima pagina. La Stiefvater possiede un dono raro e prezioso: il dono della buona scrittura. Ho letto parecchi fantasy e young adult scritti con i piedi, ma questo non è il caso di Shiver, primo volume della trilogia. L'autrice ha una prosa molto raffinata, usa vocaboli semplici ma ad effetto, collocati con attenzione; il suo stile è intriso di poesia, è raffinato ma non eccessivamente barocco. Consiglierei a tutti gli aspiranti autori questa serie: secondo me Maggie Stiefvater fa scuola.

L'ambientazione del libro è molto semplice ma allo stesso tempo incantevole. Marcy Falls potrebbe essere una cittadina qualunque di montagna, circondata dai boschi e abitata da animali selvaggi. Potrebbe trovarsi negli Stati Uniti, nel Canada, in Islanda così come in Italia: il successo di questa serie è forse dato anche dalla grande possibilità di immedesimarsi del lettore nonostante i fatti trattati rientrino nel genere fantasy.

La narrazione corre veloce, non annoia, non stanca, non blocca il lettore ma lo fa galoppare con la fantasia fino all'ultima pagina a colpi di azione e stravolgimenti narrativi.

Giunti a questo punto forse è anche superfluo dirvi che sicuramente procederò nella lettura di questa serie meravigliosa. Spero gli altri due volumi non mi deludano e che rimangano all'altezza del primo.

A presto,
Ramona.


Ps: la foto di questo post l'ho scattata io e la potete trovale anche sul mio profilo Instagram. Il mio nome è ramibalan ;)

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